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I temi Senza Zaino

Il Planning in azione

Il Planning della Scuola (plesso) è uno strumento per creare scuole-comunità, in quanto aiuta a superare la chiusura della classe / sezione e l'astrattezza del Piano dell'Offerta Formativa.  Il Planning indica le attività promosse dalla scuola (plesso) aiutando i docenti, gli alunni e i genitori a visualizzare gli impegni condivisi per l'anno scolastico.

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Il giorno 15 ottobre le scuole Primarie di S.Vito (D.D. L

ucca 6° Circolo - LU), Seggiano (I.C. Arcidosso - GR), Castell'Azzara (I.C. Vanni - Sorano GR), Massa Macinaia (I.C. S.Leonardo in T. - LU), Bozzano (I.C. Massarosa 1 - LU), Viareggio(I.C. Via Lenci - Viareggio LU), Termoli (D.D. Termoli 2° Circolo), tutte le scuoledell' I.C. di  Fauglia (PI), tutte le scuole dell' I.C. di Montespertoli (FI) e le scuole infanzia diNozzano(D.D. Lucca 7° Circolo - LU) e Arancio . S. Filippo (D.D. Lucca 6° Circolo) si sono incontrate per presentare i loro planning.Gli insegnanti di Massa Macinaia (LU) si sono impegnate a elaborare un PL per condividere le attività e per renderle visibili a tutti. Inoltre hanno deciso di utilizzare al meglio la stanza docenti come luogo di scambio di pratiche (documentazione), di memoria ('archivio della storia della scuola), di progettazione delle attività;Gli insegnanti di Seggiano (GR) hanno utilizzato il diagramma di Gantt per visualizzare il PL. Iin particolare hanno avviato un'iniziativa di problem-solving sulla gestione della mensa (buoni-pasto);Il PL degli insegnanti di S.Pietro a Vico (LU) è articolato in eventi, riunioni, formazione docenti ed è elaborato con gli alunni che sono stati particolarmente coinvolti nella gestione delle attività di giardinaggio;

Gli insegnanti della scuola di Bozzano (LU) hanno predisposto in ogni classe dei pannelli per illustrare le attività scolastiche e dei protocolli di accoglienza sia per gli alunni nuovi che per i docenti supplenti;

A Viareggio (LU) i docenti hanno articolatoun PL su una serie di progetti, tra i quali le giornate della responsabilità e l'attività laboratoriale;

Le scuole dell'I.C. di Fauglia (PI) da vari anni programmano le attività didattiche a livello di scuola, attivando la partecipazione degli alunni tramite l'assemblea di scuola e nei consigli di interclasse;

Le scuole dell'I.C. di Montespertoli (FI) hanno creato una struttura di PL condivisa con attività comuni a tutti e con attività specifiche che caratterizzano le singole scuole.  L'idea è quella di rispettare la diversità aderendo però a linee comuni;

A Castell'Azzara (GR) il PL costruito  dalle insegnanti mostra visivamente sia le attività in comune chele attività per classi facendo in modo che tutti possano essere informati su quello che accade di importante durante l'anno scolastico.

A S.Vito i docenti hanno predisposto 3 modalità di visulaizzazione del PL: una annuale utilizzando il diatramma di Gantt, una mensile.

Le scuole dell'infanzia di Nave e Nozzano del 7° circolo(LU)intendono  con il PL  Si rende necessario miglorare l ’organizzazione e l ’uso degli spazi sia interno che esterno alla sezione.

La scuola dell'infanzia di Arancio - S. Filippo (LU) con il PL prevede  una maggiore condivisione dell’organizzazione delle attività /contenuti, la razionalizzazione  dei progetti, la scelta di intervenire per migliorare la mensa.

ULTERIORI RISORSE..

Le presentazioni delle scuole...

Presentazione Scuola Infanzia Arancio 

Presentazione Castell'Azzara 

Presentazione Fauglia 

Presentazione Maria Grazia Dell'Orfanello 

Presentazione Scuola Primaria Massa Macinaia 

Presentazione Massarosa 1 

Presentazione Montespertoli 

Presentazione S.Pietro a Vico 

Presentazione Primaria S.Vito 

Presentazione Settimo Circolo Didattico 

Presentazione Termoli 

Presentazione Viareggio

Il Planning per una scuola comunità

INIZIARE CON IL PLANNING

Forse mai come in quest'anno ci siamo resi conto, nel nostro percorso di Senza Zaino, che la dimensione di comunità rende la scuola (plesso) più efficace.  Essa permette di migliorare l'apprendimento di ciascun alunno in quanto sollecita lo scambio di pratiche tra i docenti e una formazione di e per la comunità, consente un'interazione tra alunni, sia coetanei che tra  grandi e piccoli, la realizzazione di esperienze laboratoriali, la gestione partecipata della scuola, l'organizzazione di momenti ...

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comuni come i laboratori, la biblioteca, le commissioni di lavoro, la realizzazione di feste e spettacoli.  Permette inoltre di  affrontare talune problematiche  come l'insegnamento dell'italiano agli studenti stranieri, le azioni per affrontare i disturbi dell'attenzione e l'iperattività di certi alunni, gli svantaggi culturali e le difficoltà varie di apprendimento.  Favorisce, inoltre, la partecipazione dei genitori.  Pur mantenendo un sistema fondato sulla classe o sezione (anche se non tutte le scuole nel mondo sono così), è oggi necessaria questa apertura, rompere l'eccesso di ciusura della classe.  Si tratta di mettere in comune problemi e risorse, difficoltà e opportunità.  Così ciò che appare difficile da soli è affrontabile raggiungibile insieme.  Nell'esperienza di questi anni ho registrato come tutte le volte che ci si apre alla comunità si riescono a superare anche gravi problemi.

Come realizzare tutto ciò?  Uno strumento che stiamo sperimentando è quello del Planning.  Si tratta all'inizio dell'anno di dedicare tempo (un paio di incontri) al piano delleattività della scuola(plesso) sul quale poi si coordinano le attività delle classi.

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I contenuti del Planning possono essere...

le attività didattiche

  • attività per affrontare bisogni speciali (italiano per stranieri, difficoltà di apprendimento, comportamenti inadeguati, DAII, disabilità
  • attività  a progetti di largo interesse per la scuola (educazione alimentare, ambientale, interculturale ecc.)
  • attività laboratoriali, musica, teatro, psicomotricità
  • attività di particolare rilievo che si svolgono nelle classi e nelle sezioni
  • le riunioni della scuola (team, intersezione / classe, assemblee)
  • le scadenze
  • la formazione dei docenti per e di comunità
  • lo scambio tra docenti e la peer review
  • l'articolazione dell'orario della scuola
  • le indicazioni per le supplenti
  • per organizzare bene la vita della scuola (ad esempio calibrando bene gli impegni in modo da non arrivare a maggio – giugno esausti)
  • per rendere leggibile la scuola a tutti: alunni, docenti, dirigente, genitori e esterni in genere: l'idea è che la scuola deve diventare trasparente, farsi conoscere e apprezzare
  • per visualizzare immediatamente la vita  e le iniziative della scuola e delle classi-sezioni
  • per ricostruire la storia dell’anno scolastico e rileggerla a fine anno
  • per verifiche,valutazioni e riflessioni varie
  • un conto è se è fatto da uno o due docenti, un altro se vi partecipano tutti gli insegnanti, gli alunni, i collaboratori scolastici e anche i genitori.  Proviamo a trovare delle forme altamente partecipate e non solamente formali
  • il consiglio di interclasse / sezione dovrebbe interessarsene.  In alcune scuole al consiglio di interclasse partecipano anche gli alunni (primaria e secondari).
  • si potrebbe costituire a scuola una commissione di docenti, alunni, genitori per il PL
  • gli alunni ne potrebbero discutere in un'assemblea ad inizio anno (qualcosa si può immaginare anche per la scuola dell'infanzia)
  • l'utilizzo del linguaggio è importante:  sono sempre dell'idea che un linguaggio comprensibile agli alunni sarà comprensibile a tutti inclusi gli esterni
  • possono esserci vari strumenti di supporto del Planning...
  • avere un cartelloneche riporta le attività principali è fondamentale.  In talune scuole sono stati lasciati spazi in cui gli alunni e e le classi appongono post – it sia per annunciare l'attività, sia per darne conto (magari esprimendo un'emozione).  Il cartellone non va messo in un angolo ma ben visibile a tutti e a portata di mano (non in alto)
  • avere un libro raccoglitoreche magari contiene tutti gli aspetti del Planning che non sono stati riportati sul cartellone (una versione del PL più dettagliata). Il libro va tenuto su un tavolino sotto il cartellone
  • si potrebbe creare un tavolo che raccoglie la documentazionedelle attività che via via vengono fatte
  • la documentazione delle attività viene riposta nella stanza docenti
  • per favorire la partecipazione di tutte le classi, in ciascuna classe si può tenere esposto al muro una sintesi del planning
  • potrebbe essere stimolante usare anche un registro o una cassetta dove ciascuno scrive le impressioni sul PL in modo da favorire la sua visione

le attività intermedie

la gestione dell'entrata, dell'uscita, della mensa e del dopomensa)

le attività straordinarie

le gite, le uscite, le feste e le rappresentazione, le giornate speciali come quella della responsabilità

le attività organizzative

Il Planning potrebbe servire per ...

Alcune idee per fare il Planning...

Quando fare il planning...

Sono dell'idea che subito a settembre bisognerebbe trovare uno spazio per lavorarci coinvolgendo tutti come dicevamo sopra.

Si possono incaricare delle persone (docenti e alunni) per gli eventuali aggiornamenti

a metà anno e a fine anno si possono fare verifiche e utilizzare la documentazione delle attività collegate al PL per ricostruire la sotoria, il percorso di un anno e rivederno assime (alunni, docenti, genitore, dirigente, coll. scol.)

Come sappiamo ciascun istituto o circolo ha un Piano dell'Offerta Formativa.  Il PL potrebbe essere una declinazione concreta di tale POF che spesso rimane astratto.  Infatti il livello base è la scuola intesa come luogo concreto (il termine burocratico è plesso).  Gli alunni, i genitori, gli stessi docenti si sentono di appartenere alla scuola, poco a all’istituto, per questa ragione è a questo livello che si dovrebbe fare uno sforzo per recuperare gli elementi di identità e di partecipazione.  Il PL potrebbe dunque essere uno strumento che ci aiuta nel nostro percorso di miglioramento per una scuola effettivamente di comunità.

IL PLANNING IN AZIONE:  I MATERIALI DELL'INCONTRO DEL 15 OTTOBRE 2009 DI TUTTE LE SCUOLE SZ

GLI SLOGAN

Discussione accesa, ma dialogo costruttivo.

Scuola Primaria di S. Pietro a Vico LUCCA

Il buon giorno si vede dal mattino

Scuola dell'infanzia di Ponte a Moriano LUCCA

Costruire – ricostruire insieme un’ anno di attività

Scuola Primaria S.Vito LUCCA

Chi ben comincia …. Rilassandoci stiamo bene a scuola

Scuole Infanzia Nave e Nozzano

Costruire insieme per essere insieme…

Camminando verso una comunità inclusiva ….

Scuola Infanzia S. Leonardo Capannori Lucca 

Di virtù … necessità

Scuola Primaria  Nozzano LUCCA

La strada per entrare e uscire

Scuola Primaria Nave  LUCCA

Una scuola per…

…Condividere

…Collaborare

…Crescere

Scuola Infanzia S.Cassiano a Vico LUCCA

La comunità si prende cura della scuola

Scuola Primaria Massa Macinaia Capannori LUCCA

Una scuola per... crescere in armonia

Scuola Primaria "E. Malfatti" VIAREGGIO

a cura di Fabrizio Nocetti

ULTERIORI RISORSE

Il planning per la scuola comunità (di Laura Grida) 

La scuola come comunità: il planning (di Marco Orsi e Chiara Natali) 

Creare comunità tra genitori, alunni e docenti nelle scuole Senza Zaino

Raccontare ai genitori

La scuola che abbiamo sempre sognato …  è la scuola della ricerca, la scuola dell’ospitalità, la scuola comunità, dell’ospitalità e della responsabilità …Come raccontarla, una scuola così, ai genitori?

Siamo partiti dal presupposto che, soprattutto se ci poniamo l’obiettivo di innovare le pratiche educative e didattiche, è necessario impostare in modo diverso anche i rapporti con le famiglie e investire su modalità diverse di relazionarsi e comunicare con loro.  Abbiamo cercato di rispondere a quella che spesso ci appare, e forse è, ansia di controllo, attraverso un coinvolgimento diretto dei genitori che,  nella salvaguardia dei diversi ruoli e compiti , trovasse i modi per “raccontare” cos’è la nostra scuola e comunicasse  le competenze e gli apprendimenti raggiunti dai ragazzi.    Per realizzare gli obiettivi indicati, nelle diverse scuole Senza Zaino, sono state messe in atto molte iniziative; ne abbiamo scelte alcune tra le più significative attuate nelle scuole primarie delle province di Lucca, Arezzo, Firenze, Massa, Pisa e Grosseto.

L’angolo del genitore “curioso”

Al Circolo didattico n. 5 di Lucca sono partiti dalla convinzione che, se i genitori  hanno la possibilità di partecipare  all’attività scolastica, possono seguire più consapevolmente il percorso di apprendimento dei propri figli ed esercitare un’attenzione particolare al loro processo di crescita e maturazione.     Si è tenuto conto del fatto che il desiderio e la voglia dei genitori di essere informati sono enormemente cresciuti in questi ultimi anni; e del fatto che la scuola Senza Zaino incuriosisce e affascina, ma, in alcuni casi , provoca anche ansia, perché  è difficile spiegare “a parole” ai non addetti ai lavori  che con lo zaino si abolisce un sapere non partecipato, poco democratico, eccessivamente veloce, stressante, non inclusivo … e  con quale sapere in concreto questo viene sostituito.    I genitori , quindi,  vanno informati e vanno soprattutto coinvolti con modalità attive e partecipate.…. Ma soprattutto si può realizzare il sogno di tutti i genitori: entrare in classe, invisibili, silenziose, sistemarsi in un angolo (l’angolo del genitore “curioso”, abbiamo detto ai bambini) e guardare quello che succede per soddisfare finalmente la voglia di “esserci”.

 

L’angolo è questo: c’è una sedia collocata fra la parete e il lato sinistro della porta; sulla sedia una cartellina porta-fogli, un lapis come quelli che usiamo in SZ e una consegna precisa: entrare, sedersi e osservare in silenzio …E’ possibile prendere appunti; in un altro momento il genitore potrà chiedere all’insegnante tutte le informazioni che desidera. Da questo angolo di osservazione privilegiato il “genitore curioso” conoscerà dal vero i modi concreti attraverso cui si realizzano i valori in cui crediamo.

L'angolo del genitore curioso

 

Il genitore curioso potrà vedere i riti del mattino, fuori e dentro l’aula; i diversi ruoli dell’insegnante; i diversi strumenti usati; le modalità di lavoro a coppie e in gruppo … E ancora la capacità di gestire in autonomia i diversi momenti, la partecipazione alla pianificazione della giornata … L’apprendimento attraverso il fare … In definitiva molto di ciò che caratterizza il nostro progetto e soprattutto potrà raccontare la sua esperienza agli altri genitori ….

Laboratorio  falegnameria  e  arti grafiche

L’esperienza inizialmente è stata sperimentata alla scuola di Nozzano  del circolo didattico n. 7 (LU) 5 anni fa e poi è stata riproposta nell’anno scolastico2006 –2007 dai Circoli Didattici n. 2, n. 5, n. 6, n. 7 ed aperta a genitori, insegnanti e personale ATA.  I partecipanti avevano il compito di realizzare materiale didattico vario, pannellistica, arredi, giochi, materiali per il lavoro didattico… con l’aiuto di personale esperto di falegnameria e di grafica (genitori e non).

….”Mi piace pensare– ha dichiarato un babbo – che in questo modo aiuto mio figlio ad imparare meglio”. Il laboratorio è cominciato con la progettazione in piccoli gruppi degli oggetti da costruire: un’insegnante ha presentato i materiali didattici utilizzati nel nostro progetto … ma la maggior parte dei partecipanti aveva già idee chiare su cosa fare  e su quali erano gli arredi e i materiali che  mancavano nella propria classe o scuola.  In tre mesi di lavoro sono stati creati  oggetti incredibili, nati dalla creatività e dalla passione dei partecipanti (per il 70% donne, spesso al primo tentativo con chiodi e martello ! ) … e si è creato veramente un bel clima tra genitori, insegnanti e collaboratori scolastici che sicuramente avrà una ricaduta positiva anche nell’ambiente scuola. Può essere utile, a questo proposito, dare alcune ulteriori informazioni sull’organizzazione del corso.

  • Durata: tre mesi (marzo, aprile, maggio) per un numero complessivo di 12 incontri.
  • Calendario: una volta alla settimana dalle 20.30 alle 23 Sede: laboratorio falegnameria A.N.F.F.A.S. (con protocollo d’intesa)
  • Esperti: educatori A.N.F.F.A.S., alcuni genitori
  • Numero partecipanti: iscritti 72 (da 40 a 50 partecipanti per sera) con assicurazione specifica   Finanziamenti: fondazione C.R.L., progetto “Scuola aperta”,  ente locale…
  • Costo: euro 3500,00 (materiale, esperti,assicurazione..)
  • interventi di approfondimenti disciplinari (es. un genitore infermiere interviene quando si affronta l’argomento dell’apparato circolatorio, il genitore falegname porta la sua esperienza di come si utilizza la matematiche nel proprio lavoro)
  • interventi come sostegno alla attività didattica. Si tratta di genitori che svolgono un ruolo di conduzione di gruppi di alunni che lavorano su compiti stabiliti
  • interventi nelle attività intermedie: Si tratta di genitori che partecipano alla sorveglianza all’inizio della scuola o aiutano i docenti a organizzare la rcreazione o il dopomensa.
  • Dare ai genitori la possibilità di conoscere la scuola “Senza Zaino”
  • Renderne visibili e chiari i valori e le regole di  riferimento alla base del progetto
  • Costruire un’alleanza educativa con le famiglie, non solo nei momenti di “emergenza”
  • Migliorare sempre di più il clima di collaborazione

Ora il laboratorio è una realtà stabile di Senza Zaino nel Comune di Lucca

falegnameria

Il laboratorio di falegnameria e arti grafiche nel Comune di Lucca

Una banca del tempo

Sulla scorta dell’esperienza della scuola dell’infanzia di S. Vito (Lucca – circolo didattico n. 6) nell’anno scolastico 2008 – 2009, il modulo di iscrizione alle classi prime prevede un piccolo spazio in cui i genitori sono invitati ad indicare una disponibilità di tempo da dedicare come volontari per le attività didattiche.  Un genitore può ad esempio dare la disponibilità per 2 – 3 ore mensili collocate in un certo orario settimanale, assieme alla disponibilità indica anche l’apporto che si sente di dare.  Esso può riguardare:

Viene stilato poi un elenco con i nominativi e le disponibilità, infine i genitori cooperatori sono inviati preventivamente a partecipare ad un piccolo corso di formazione.

Questa iniziativa potrà essere estesa a tutti i 18 istituti che partecipano a Senza Zaino.

Giornate di scuola aperta ai genitori

La decisione di far entrare i genitori nella scuola è arrivata alla fine di un dibattito sofferto tra gli insegnanti della scuola primaria di S. Pietro a Vico (Lucca); è prevalsa, infine, l’opinione che l’iniziativa avrebbe permesso alle famiglie di cogliere il senso vero delle scelte educative fatte, molto più di affermazioni di principio ed esposizioni teoriche.   Riportiamo di seguito l’esperienza attuata in classe terza.

I bambini, attraverso quelle che sono state chiamate le “conferenze”, hanno illustrato ai genitori le attività scolastiche svolte durante l’anno e le competenze e gli apprendimenti raggiunti dagli alunni.  Gli alunni, nel preparare questa esperienza, hanno ripercorso momenti di lavoro riguardanti eventi ed esperienze  Tutto ciò ha permesso loro di mettere in relazione i fatti accaduti, i risultati conseguiti, la formalizzazione dei concetti acquisiti nei vari ambiti disciplinari….

Nel progettare e nel tenere le conferenze si sono raggiunti anche altri obiettivi di competenza relativi all’espressione linguistica orale e scritta, collegati agli aspetti di controllo delle emozioni e alla gestione della corporeità, che ha permesso loro, inoltre,  di aumentare il livello di motivazione per l’attività scolastica.  Raccontare ai genitori ciò che avevano imparato è stata la molla che ha spinto i bambini ad affrontare in modo metodico e consapevole lo “studiare e ripetere”, che in questo modo ha acquistato una connotazione positiva.  La paura, nelle conversazioni preparatorie con gli insegnanti, è divenuta un “mezzo”, uno stimolo, non qualcosa che  blocca, che non si può dire... E’ divenuta  un’emozione che si può vincere con la fatica, la serietà, l’assunzione di responsabilità ... e l’amore,  inteso  come capacità di accettarsi, così come siamo, per ripartire e migliorarsi con l’aiuto e il sostegno di tutti.    Ai genitori è stato dato un programma dettagliato  di tutte le “conferenze” e l’invito a prenotarsi  per partecipare a questa iniziativa. Alla fine dell’esperienza una mamma ha esclamato “ Non avrei mai capito come funziona questa scuola se non fossi venuta oggi !”

Genitori al lavoro

I genitori degli alunni delle classi che iniziano con Senza Zaino, lavorano alla ristrutturazione dell’aula destinata ai loro figli … Ciò è accaduto in molte scuole come a Seggiano e a Castell’Azzara (GR), a Nozzano (LU), a Montemignaio (AR), a S. Vito – Lucca (LU), a Termoli, a Cerreto (MS).  I genitori tinteggiano le pareti, ridipingono i termosifoni, colorano le cornici delle vecchie lavagne, preparano i pannelli espositori e gli scaffali necessari per il materiale didattico e i libri, costruiscono l’agorà, mettono a nuovo gli armadi, portano cuscini, tappeti e piante per abbellire l’aula … e tutto quanto è necessario, su indicazione del consulente pedagogico e degli insegnanti, per creare un ambiente formativo adatto a favorire l’apprendimento dei loro figli.

Il tutto con una partecipazione e un entusiasmo difficili da far passare attraverso le parole  …

Acquistiamo insieme

In tutte le scuole di Senza Zaino proponiamo gli acquisti in comune.  All’inizio dell’anno il dirigente assieme agli insegnanti organizzano un’assemblea di classe con tutti i genitori.  Almeno due di essi si incaricano di raccogliere una quota per comprare il materiale scolastico.  Le inseganti suggeriscono di acquistare materiali adeguati al progetto: quaderni per la grafia, matite ergonomiche, giochi didattici ecc.  In questo modo i genitori, mettendo insieme le risorse, non solo risparmiano, ma riescono a dotare i propri figli di materiale di qualità.

La scuola dei genitori

L’iniziativa è nata con i seguenti obiettivi:

Essa ha già coinvolto molte scuole come  l’istituto comprensivo di Montespertoli (FI), l’Istituto Comprensivo di Montagnoso (MS), l’istituto comprensivo di Arcidosso con la scuola di Seggiano e la scuola di Castell’Azzara (GR), il Circolo didattico n. 5 e n. 6 di Lucca, l’istituto comprensivo D. A. Mei di Capannoni (LU).  Di solito vengono programmati incontri in orari accessibili con argomenti  suggeriti dagli stessi genitori … Il dirigente scolastico, assieme ai docenti e ai consulenti del progetto illustrano brevemente alcuni principi su cui si basa il Progetto S.Z. mettendo concretamente a confronto due modelli di scuola: quello in cui gli apprendimenti si perseguono attraverso la trasmissione libresca dei saperi e il sistema di “premi e punizioni” e la scuola in cui si apprende a partire dal fare, dalla comunità, dalla responsabilità, dall’ospitalità.   Vengono evidenziate  le linee di riferimento teoriche a cui si ispirano le “Indicazioni Ministeriali” relativamente ai curricoli vigenti, sottolineando le correlazioni  con i principi pedagogici che animano il progetto S.Z.: centralità della persona, cura dell’ambiente, autonomia e responsabilità, priorità dell’esperienza, attenzione alla diversità.  Molte scuole hanno predisposto brochure che sintetizzano le linee fondamentali di SZ.   Le insegnanti, infine, di solito mostrano in concreto come si opera per promuovere  gli apprendimenti illustrando come sono stati riorganizzati gli spazi in funzione dell’esperienza e le procedure per promuovere il lavoro in autonomia.

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