
Buongiorno a tutte e a tutti,
benvenuti in questa giornata a cui teniamo moltissimo. Rivolgo un saluto e un ringraziamento al Sindaco, Luigi Mennella, all’Assessore all’Istruzione, Maria Teresa Sorrentino. Saluto le autorità presenti, le famiglie, le colleghe, il personale e soprattutto i nostri bambini, che di questi spazi sono i veri protagonisti.
Il ringraziamento. Il mio primo grazie va all’Amministrazione comunale. Grazie al Sindaco Mennella e all’Assessore Maria Teresa Sorrentino per la vicinanza alla nostra scuola e per aver creduto in questo progetto. Grazie agli uffici del settore Istruzione, che ci hanno accompagnato con competenza nei passaggi tecnici e amministrativi, meno visibili ma indispensabili.
Il Comune non ci ha sostenuto una volta sola. Dal 2023 il suo contributo è arrivato ogni anno e ci ha permesso di creare aree esterne, spazi tematici (il teatro al Plesso Morelli) aree verdi per l’outdoor education e queste sensory room. È un modo concreto di considerare la scuola un bene della comunità. Grazie anche a tutto il personale, che ha trasformato progetti e finanziamenti in ambienti vivi.
Che cosa inauguriamo. Oggi apriamo due laboratori per i bambini dell’infanzia e della primaria,pensati per due bisogni che ogni bambino ha, spesso nella stessa mattinata. C’è lo spazio attivo, con la piscina di palline e la parete di arrampicata, dove il corpo si muove, scarica energia e si mette alla prova. E c’è lo spazio della calma, con la doccia snoezelen, i pannelli olfattivi e i giochi di luce, dove si impara a rallentare, respirare e riconoscere ciò che si prova.
Non sono un’aggiunta isolata. Questi laboratori nascono dentro un percorso che ci accompagna dall’anno scolastico 2022/23 e che abbiamo chiamato «Learning by Design: ambienti, tecnologie e didattica per una scuola comunità». È un progetto di ripensamento degli ambienti scolastici e del setting d’aula. Ha come modello il Senza Zaino, con aule organizzate in aree, materiali accessibili, autonomia e responsabilità dei bambini. Le risorse sono arrivate da più fonti: fondi Europei, PNRR e la Regione Campania, il Comune. Ogni finanziamento ha avuto lo stesso sfondo, l’idea dello spazio come terzo educatore.
Abbiamo lavorato con la rete nazionale Senza Zaino, che riunisce circa ottocento scuole, con il visiting ci hanno “studiato” gli alunni del liceo scienze umane dell’istituto superiore A. Tilgher di Ercolano) e lo scambio di buone pratiche. C. Abbiamo aperto le nostre aule all’Europa con gli scambi culturali e i progetti Erasmus+, confrontandoci con scuole di Francia, Ungheria e Turchia su come si organizzano ambienti di apprendimento efficaci. Soprattutto, tutto questo è stato costruito con i docenti, formati e coinvolti come co-progettisti del cambiamento. È per questo percorso di formazione, ricerca-azione e documentazione che la nostra scuola ha ricevuto dalla SAFI, la Scuola di Alta Formazione dell’Istruzione del Ministero, il riconoscimento di scuola di buone pratiche. È un premio al lavoro di tutta la comunità scolastica e un impegno a continuare.
La sperimentazione nazionale. C’è poi un passo ulteriore, di cui siamo particolarmente orgogliosi. Siamo una delle scuole italiane ( 443 progetti per 1.169 scuole ) coinvolte nella sperimentazione nazionale triennale sullo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali, promossa dal Ministero in attuazione della legge 22 del 2025. Nei prossimi anni non ci limiteremo a fare esperienze belle: cercheremo di capire, con rigore e documentazione, quanto lavorare sul «saper essere» incida sul benessere e sul successo formativo dei nostri bambini. Questi laboratori saranno uno dei luoghi in cui lo faremo. Il riconoscimento SAFI premia il lavoro fatto finora, la sperimentazione nazionale ci chiede di guardare avanti.
L’ambiente come terzo educatore. Loris Malaguzzi diceva che i bambini hanno tre educatori: gli adulti, gli altri bambini e lo spazio. Lo spazio non è mai neutro. Comunica, invita o scoraggia, agita o rassicura. Un ambiente curato, bello e a misura di bambino dice «sei atteso, sei capace». Curarlo non è un vezzo estetico, è un atto educativo. E la cura non finisce all’inaugurazione: uno spazio va abitato, riordinato e ripensato ogni anno, insieme ai bambini. Perché le competenze non cognitive. Leggere, scrivere e far di conto restano fondamentali. Ma un bambino impara davvero se sa gestire le emozioni, sopportare una frustrazione, collaborare, restare curioso e riprovare dopo un errore. Ve lo mostro con esempi che vengono proprio da questi laboratori:
• Sulla parete di arrampicata un bambino sbaglia un appoggio, scivola e riprova. Impara la perseveranza e la fiducia in sé. Se un compagno lo incoraggia da sotto, impara anche l’aiuto reciproco.
• Nella piscina di palline si condividono spazio e regole, si aspetta il proprio turno, si dosa la forza. Sono autocontrollo e consapevolezza del proprio corpo.
• Nello spazio della calma un bambino agitato o arrabbiato impara a riconoscere come sta e a ritrovare la quiete con luce, profumi e respiro. È l’autoregolazione emotiva, decisiva anche per
l’attenzione in classe.
• Quando i bambini si accordano su come usare questi spazi e come lasciarli in ordine, esercitano responsabilità e cittadinanza.
Sono competenze che non si spiegano soltanto: si vivono, in un ambiente pensato per farle crescere. Questi laboratori dicono una cosa semplice: vogliamo una scuola dove ogni bambino possa muoversi, fermarsi, sbagliare, riprovare e sentirsi accolto. Una scuola comunità, come dice il motto di scuola senza zaino. Grazie a tutti per averla resa possibile, e adesso lasciamo che siano i bambini a inaugurarla.
Buona giornata e buon gioco a tutti!
Il Dirigente scolastico
Prof.ssa Lucia Di Lorenzi
Pubblicato il: 15 Ottobre 2026
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