
Il 6 Maggio, a Perugia, si è tenuto un interessante convegno sul modello della scuola Senza Zaino applicato alla secondaria di 1° grado. Organizzato dall’Istituto Omnicomprensivo Di Betto, in collaborazione con la scuola polo regionale, l’IC Leonardo Da Vinci, e la rete delle scuole senza zaino dell’Umbria, il convegno è stato un momento generativo di riflessioni e scambi di buone pratiche. La caratteristica distintiva è stata il valore della comunità. Le assessore del Comune di Perugia hanno sottolineato il ruolo centrale della scuola in un sistema di rete territoriale che mette al centro le persone e la partecipazione sociale. La presenza del dirigente tecnico Paio dell’USR dell’Umbria ha evidenziato l’attenzione dell’Istituzione ai percorsi delle scuole senza zaino umbre. Tutti gli interventi sulle esperienze didattiche sono stati a più voci; nel caso dell’Omnicomprensivo Di Betto, due alunne hanno esposto con serietà e competenza la loro esperienza di agorà, un tassello fondante del modello. E’ stato veramente emozionante vedere interagire insieme alunne, docenti e la dirigente Palmieri nella presentazione della struttura organizzativa della scuola secondaria senza zaino Di Betto. E’ stato proposto un modello digitale di time table, utilizzato da tutti i docenti, che, inserito nel drive di classe, è un utile strumento per interconnettere le azioni di coteaching con i docenti di sostegno, facilitando la progettazione personalizzata in un contesto comune. Le scuole di Massa Martana e Montecastrilli hanno mostrato gli ambienti scolastici senza zaino, le aule tematiche, i laboratori e gli spazi connettivi come possibilità di costruzione di comunità di apprendimento cooperative. Sono state presentate anche interessanti esperienze di reciprocità scuola territorio, come i curricoli trasversali, dove l’ambiente di vita degli allievi diventa un ponte tra i loro interessi e il corpo consolidato dei saperi, i giornalini periodici delle scuole, i “sities” di documentazione gestiti dai team digitali degli alunni, i riti di comunità, strumenti concreti di educazione alla cittadinanza attiva e responsabile. Docenti e dirigente della scuola polo regionale hanno raccontato azioni di continuità orizzontale, come i CRA, che agiscono in stretta connessione con il Comune ed il territorio, le attività scuola genitori e quelle in continuità verticale svolte attraverso visiting tra classi di scuola primaria e secondaria o momenti di peer tutoring tra allievi di primaria e infanzia. La cooperazione e lo scambio sono caratteristiche specifiche della rete umbra delle scuole Senza Zaino, raccontata dalla dirigente Reali, che ha adottato per prima il modello in Umbria ed ha quindi ripercorso i tanti momenti d’incontro. La memoria viva è fondativa di una storia condivisa. In tutti gli interventi è emerso chiaramente come il modello senza zaino sia un costante cammino di ricerca che, come diceva Idana Pescioli, è “partecipazione attiva, impegno profondo, gioia autentica” perché utilizza metodi di libertà e nonviolenza e si oppone a modalità e strumenti di apprendimento ripetitivi e faticosi, che guidano a risposte obbligate senza dibattito ed elaborazione condivisa. L’azione di ricerca parte dall’esperienza diretta e dall’inciampo in problemi reali affrontati insieme, grazie all’intreccio tra discipline diverse che diventano sguardi sulla realtà, metodi d’indagine qualificati per comprendere in profondità, ma poi anche progettare, scegliere ed agire per il cambiamento. Questo percorso diventa ancora più significativo alla scuola secondaria di 1° grado, la particolare fase d’età degli alunni rende necessario ” andarli a cercare” per partire da loro, dai loro interessi, per motivarli e coinvolgerli in un progetto in cui possano sentirsi protagonisti. Questo approccio permette di usare l’esperienza per produrre cultura. L’aula estesa del senza zaino diventa così un ecosistema condiviso dove gli studenti smettono di essere “utenti” e diventano “custodi” degli spazi e dei materiali comuni ma anche delle scelte e delle esperienze d’apprendimento. Le azioni vissute favoriscono la partecipazione di ciascuno all’interno del gruppo, che vuol dire anche prendere decisioni e scontrarsi con la realtà che spesso resiste ai nostri desideri. Mettere insieme il fare e il pensare nella realizzazione di progetti e artefatti condivisi sostiene il decentramento del punto di vista e l’uso dell’errore come indicazione per il miglioramento che spinge ancora più in là. Popper dice che il metodo scientifico insegna a “pensare contro se stessi.” La comunità dei docenti quindi attua una sorta di ribaltamento, insegnare non è trasmettere nozioni e verificarne l’acquisizione, ma dare spazio all’iniziativa attiva, ad un impegno rigoroso degli allievi, che proprio perché motivati imparano ad essere esigenti con se stessi per apprendere e nello stesso tempo agire responsabilmente nel e col mondo, “ facendosi opera di se stessi”, come diceva Pestalozzi. Ciascuno può partecipare liberamente come può e sa, sostenuto dagli altri, e nello stesso tempo sentendosi responsabile del contesto e dell’obiettivo, “dando senso all’esperienza “ condivisa. Un percorso didattico in cui la valutazione formativa è inserita nella didattica, come sottolineato dalla formatrice Senza Zaino Maria Luisa Bennani, una valutazione “come” apprendimento grazie alla quale ciascuno impara dagli errori ad autoregolarsi ed indirizzare il proprio apprendimento. Daniela Pampaloni ha concluso rilanciando gli aspetti di innovazione emersi e raccontando gli accordi stilati con diverse università italiane e con le Avanguardie educative Indire su specifici progetti di ricerca comune, inerenti temi cari alla rete ma anche centrali nel panorama pedagogico didattico attuale, come la differenziazione didattica, le competenze non cognitive ed i patti educativi di comunità. La bellezza della rete Senza Zaino è proprio condividere questa attitudine alla ricerca per cui, all’interno di un modello chiaro che sicuramente facilita la partecipazione di ciascuna scuola, si cresce insieme come comunità di ricerca in cammino, grazie al contributo di ciascuno, allo scambio libero e condiviso.
Pubblicato il: 21 Maggio 2026
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