
L’IC Erodoto (Corigliano Rossano) inaugura l’anno scolastico 2026/2027 con Momo di Michael Ende e rinnova, attraverso i valori di Scuola Senza Zaino, il proprio impegno per una scuola capace di rispettare i tempi delle persone e di dare valore alle relazioni.
Ogni nuovo anno scolastico porta con sé attese, energie e possibilità, ma pone anche una domanda essenziale: a che cosa scegliamo di dedicare il nostro tempo?
Per l’anno 2026/2027 l’Istituto Comprensivo Erodoto di Corigliano-Rossano ha deciso di affrontare questa riflessione attraverso Momo, il romanzo di Michael Ende dedicato al valore del tempo, dell’ascolto e delle relazioni autentiche.
Momo è una bambina capace di un dono raro: sa ascoltare veramente. Accanto a lei, le persone ritrovano pensieri, parole, fiducia e creatività. Nel suo mondo arrivano, però, i Signori Grigi, che promettono di far “risparmiare tempo”. Progressivamente, le giornate diventano più efficienti ma anche più povere, dominate dalla fretta e private dello spazio necessario alla conversazione, al gioco, alla cura e alla vita condivisa.
È un racconto che interroga da vicino anche la scuola. Scadenze, procedure e urgenze fanno parte della sua quotidianità, ma non possono prendere il posto del tempo educativo: quello necessario per comprendere, rispettare i differenti ritmi di apprendimento, sostenere la parola di chi fatica a esprimersi, accompagnare la conquista dell’autonomia e permettere a ciascun alunno di sentirsi parte della comunità.
Da questa consapevolezza nasce il tema scelto dall’IC Erodoto:
Il tempo di ascoltare, il tempo di crescere.
Sarà il filo conduttore dell’intero anno scolastico e attraverserà la progettazione didattica, l’organizzazione degli ambienti, le pratiche inclusive, il rapporto con le famiglie e la vita quotidiana delle classi.
In questa prospettiva, i valori di Scuola Senza Zaino — ospitalità, responsabilità e comunità — diventano criteri concreti attraverso i quali ripensare la qualità del tempo scolastico.
L’ospitalità richiede un tempo capace di accogliere ogni persona e di riconoscerne bisogni, potenzialità e differenze. La responsabilità domanda il tempo necessario per imparare a scegliere, assumere impegni e partecipare consapevolmente. La comunità cresce quando adulti, bambini e ragazzi possono incontrarsi, ascoltarsi e costruire insieme significati ed esperienze.
La domanda che accompagnerà il cammino dell’Istituto sarà, dunque, esigente e profondamente concreta:
Quali tempi, spazi e relazioni dobbiamo costruire perché ogni alunno possa sentirsi ascoltato, partecipare e apprendere davvero?
La risposta non potrà essere affidata soltanto alle dichiarazioni di principio. Dovrà emergere dalle scelte professionali, dall’organizzazione della scuola, dai comportamenti quotidiani e dalla qualità delle relazioni che l’intera comunità educante saprà costruire.
Perché il tempo della scuola non è semplicemente un tempo da organizzare o da riempire. È tempo di vita, di incontro e di crescita. Un tempo del quale, insieme, siamo chiamati ad avere cura.
Dirigente Scolastica
Susanna Capalbo
Pubblicato il: 22 Settembre 2026
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