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Il movimento delle scuole Senza Zaino

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La storia

Gli esordi

Alla fine del secondo millennio la scuola italiana inizia a porsi domande sulla sua efficacia, sui risultati ottenuti, sulle metodologie utilizzate, sul confronto con altri paesi.

In alcune scuole si sente forte il desiderio di cambiamento: la ricerca sui progetti, sui metodi, sulla didattica in genere non viene sviluppata sufficientemente e seppur numerosi siano gli stimoli e gli input, questi spesso non vengono collocati in un progetto culturale unitario e strutturato da parte dei Collegi e degli Istituti.In Toscana, in alcune scuole delle province di Lucca, Massa, Pisa, Firenze e Grosseto, i dirigenti e i docenti studiano modi per operare una svolta decisiva e dare ordine e sistematicità alle diverse  pratiche messe in atto.

Tra le parole chiave che le accomunano, ci sono  Accoglienza, Ospitalità, Responsabilità, Vivibilità, Autonomia, Benessere, Cooperazione, Competenze, parole che già trovano posto nei percorsi progettuali delle varie scuole.Marco Orsi si fa promotore, insieme ad  Aldo Marchesini (ex direttore della scuola europea di Varese), di un progetto sperimentale  per ripensare  l’organizzazione degli spazi, gli arredi e gli oggetti scolastici e riunisce un piccolo gruppo di lavoro, costituito dai dirigenti e dai docenti di alcune di queste scuole toscane.


Il progetto sperimentale

Si tratta di “rendere la scuola meno pesante” attraverso una diversa disposizione degli arredi nelle aule, l’eliminazione della cattedra, la creazione di aree di lavoro, l’utilizzo di tavoli al posto dei banchi monoposto, l’eliminazione dello zaino, la condivisione dei materiali e una metodologia adeguata al contesto: il Progetto Senza Zaino, accolto da subito con entusiasmo e tanta speranza dai docenti che lo sperimentano. Per la prima volta,  spazio fisico, tempi scolastici e metodologia si integrano virtuosamente in un modello strutturato che prende il nome di Approccio Globale al Curricolo.

I riferimenti teorici

I riferimenti teorici del Movimento Senza Zaino sono quelli della psicologia e della pedagogia classica,  spesso dimenticati e, soprattutto, mai attuati veramente nella scuola italiana.
Si riconsiderano le suggestioni di grandi autori come Rousseau, Pestalozzi, Steiner, Vygotskij, Dewey, Montessori, Freinet, Cousinet; per arrivare a pedagogisti contemporanei come Bruner, Gardner, Sternberg, Pescioli, tanto per citare solo alcuni riferimenti poco praticati anche se molto declamati.

L’evoluzione
del Movimento
e la sua
organizzazione

Nell’anno scolastico 2002/2003 il progetto viene avviato con una sperimentazione sostenuta dall’IRRE Toscana che coinvolge gli Istituti di Capannori 3, Fauglia, Lucca 7 e Massarosa 1. Nell’anno scolastico 2004/2005, si costituisce il Gruppo Promotore (GP) composto da Marco Orsi, presidente pro-tempore dell’Associazione Senza Zaino,  Daniela Pampaloni, attuale Responsabile Nazionale della Rete di Scuole SZ, Iselda Barghini, Margherita Carloni, Grazia Dell’Orfanello, Patrizia Matini, Annalisa Misuri, Maria Paola Pietropaolo, Manuela Salani.

Dalla riflessione e lo studio del Gruppo Promotore scaturiscono i Valori fondanti del Modello (l’Ospitalità, la Responsabilità, la Comunità) e le azioni che li concretizzano. 

Nello stesso anno 2004/2005, il Gruppo Promotore costituisce la Rete delle Scuole  Senza Zaino, che si costituisce , a norma del DPR n. 275 del 1999.

Il 28 maggio del 2012, nasce a Lucca l’Associazione Senza Zaino – Per una scuola comunità, con lo scopo primario di promuovere, coordinare e sviluppare, in tutti gli ordini di scuola e i contesti formativi, il Modello SZ e i suoi  valori fondanti di ospitalità, responsabilità, comunità. Dal settembre 2016, il Gruppo Promotore è integrato da 4 rappresentanti del Gruppo Formatori SZ (GFF), cooptati dal Gruppo Promotore stesso: si tratta di Silvia Coppedè, Luisella Nannetti, Marzia Nieri, Roberta Ponzeveroni.

Per garantire un maggior raccordo su tutto il territorio nazionale e coordinare più efficacemente l’ingresso e lo sviluppo delle scuole SZ nell’ambito della Rete, nel dicembre 2016, il Gruppo Promotore del Movimento SZ individua una o più Scuole Polo in ogni Regione, firmatarie tra loro di una Convenzione ad hoc, che contiene una serie di impegni da condividere, rispettare, realizzare.

Nell’anno 2019, entra a fare parte del Gruppo Promotore, che nel frattempo ha cambiato la sua denominazione in “Gruppo Fondatore” (GF), l’attuale Dirigente Scolastico dell’Istituto Mariti di Fauglia, capofila della Rete Nazionale delle scuole Senza Zaino.
Sempre nell’anno 2019, è istituita la Direzione Nazionale Senza Zaino, organo elettivo che prevede la rappresentanza delle diverse aree geografiche e di tutti gli organi del Movimento.


Tappe significative

Una tappa importante è quella del 2006, anno in cui appare la prima formulazione organica del Progetto nel libroA Scuola Senza Zaino, pubblicato da Erickson: Marco Orsi descrive la visione dell’Approccio Globale al Curricolo e tutte le sue implicazioni nella didattica e nell’organizzazione scolastica.

Nel 2009 è promossa una ricerca sugli esiti degli apprendimenti nelle scuole Senza Zaino della Toscana, condotta dall’Università di Firenze, i cui risultati positivi sono contenuti nel testo di Menesini, Pinto e Nocentini (2014) dal titolo “Apprendimento e competenza sociale nella scuola. Un approccio psicologico alla valutazione e alla sperimentazione” edito da Carocci.

La visione e le pratiche didattiche di Senza Zaino si arricchiscono anche grazie ai numerosi scambi europei e internazionali, ai quali prendono parte dirigenti e insegnanti, ma anche grazie alle visite in scuole italiane particolari, come quelle steineriane, di Reggio Emilia (Progetto Infanzia) o montessoriane.  

Nel 2012, il Progetto è inserito dalla Regione Toscana tra le iniziative riconosciute per la realizzazione del diritto allo studio e ne sostiene la diffusione, attraverso vari Progetti.

Per dare indicazioni teoriche e operative e per sostenere le scuole fin dal loro ingresso nella Rete Senza Zaino,  è pubblicato, nel 2013, il testo “Linee-Guida per le scuoleUn Approccio Globale al Curricolo”.

Sin dai primi anni, sono promossi convegni, seminari di studio e workshop di scambio di pratiche.  Nel 2013,  il Gruppo Promotore decide di individuare un giorno nell’anno scolastico (solitamente nella seconda settimana di maggio) in cui tutte le scuole festeggiano il Senza Zaino Day: esso rappresenta l’evento simbolo di una comunità sempre più ampia e ricca di ideali, visioni, buone pratiche e storie da raccontare.

Nel 2016, è pubblicata la seconda edizione dal libro “A scuola Senza Zaino”, questa volta con una parte più ampia dedicata alle pratiche didattiche, a cura di Marco Orsi, con il contributo di 23 esperti di SZ, tra docenti, dirigenti e professionisti di vario ambito.

Nel 2018, il Modello SZ è catalogato come best practice in una ricerca sulle didattiche innovative promossa dall’OECD dal titolo “Teachers as Designers of Learning Environments”, curato da A. Paniagua e D. Istance.
Nel 2018, in collaborazione con INDIRE, Senza Zaino svolge un ruolo +fondamentale nella progettazione  e nella realizzazione del  Progetto DIDI  (Didattica Differenziata), Bando MIUR sulla didattica personalizzata DM 851 del 2016.

Attualmente, l'Associazione Senza Zaino - Per una scuola comunità è soggetto responsabile del Progetto a carattere nazionale L’ora di lezione non basta.

Per contrastare il fenomeno della povertà educativa in Italia, le Fondazioni bancarie e il Governo hanno firmato nel 2016 un Protocollo d’Intesa per la gestione di un Fondo, destinato al sostegno di interventi sperimentali destinati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena partecipazione ai processi educativi da parte dei minori. 

L’operatività del Fondo è assegnata all’impresa sociale Con i Bambini che distribuisce le risorse tramite bandi. 

Il Progetto “L’ora di lezione non basta” (LODLNB), presentato dall’Associazione SZ nel 2018, è risultato tra i  selezionati in tutta Italia da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, nel Bando Nuove generazioni (per la fascia di età 5-14 anni) – Graduatoria B – Con i bambini (Numero Progetto: 2017-gen-00304).

Il Progetto LODLNB ha durata quadriennale e coinvolge 15 Istituti della Rete delle scuole SZ, rappresentativi di 8 Regioni diverse, e 15 partner di rilevanza nazionale.

Nel 2020, in stato di emergenza coronavirus e di astensione dall’attività scolastica ordinaria, il Movimento SZ, in collaborazione con il partner del Progetto LODLNB Flipnet, sta tentando di inserire il Modello di scuola SZ nel quadro della Didattica a distanza, ripensando pratiche educative e modalità di apprendimento-insegnamento. Marco Orsi e Maurizio Maglioni, presidenti rispettivamente dell’Associazione SZ e dell’Associazione Flipnet, dopo uno stretto confronto  con i membri dei movimenti di cui fanno parte, hanno elaborato congiuntamente il documento: “Una nuova pedagogia per la didattica a distanza totale: 10 indicazioni per lo scenario inedito della  DADT”.


Convegni
e workshop

Sin dai primi anni, sono stati organizzati convegni, seminari di studio e workshop di scambio di pratiche.  

Convegni nazionali

  • “Copiare fa bene” - Firenze 2011
  • “Ti do una nota”  - Cascina (PI) 2012
  • “Ho fiducia in te”  - Ischia (NA) 2013
  • “La terra e la nuvola”  - Lucca 2014
  • “Il silenzio, l’ascolto, la bellezza”  - Bari 2015
  • “Educare alla nonviolenza nella globalizzazione”  - Milano 2018

Workshop e seminari nazionali

  • Workshop Scuole dell’infanzia “Organizzazione e uso dello spazio” - Lucca 2014
  • Workshop Scuole dell’infanzia  “Differenziare l’insegnamento per valorizzare la diversità” - Pontedera 2015
  • Workshop Scuole dell’infanzia “I sensi e il senso” - Lucca 2016
  • “Prevenire le difficoltà in matematica”  - Rovigo 2015